Dipendenze Sessuale e Affettiva
La dipendenza Sessuale
Possiamo definire la dipendenza sessuale come una relazione distorta con il sesso attraverso la quale la persona ricerca il piacere, dà senso alla vita, allevia lo stress, fugge dai sentimenti negativi o dolorosi, dalle relazioni intime che non è capace di gestire. Questa relazione diviene il bisogno fondamentale rispetto al quale tutto il resto viene sacrificato, comprese le persone che vengono considerate solamente come oggetti da usare. I dipendenti sessuali hanno perso il controllo sulla loro capacità di dire no, sulla loro abilità di scegliere. Il loro comportamento sessuale diviene parte di un ciclo di pensieri, sentimenti ed azioni che non sono più in grado di controllare. Nonostante gli sforzi personali e le continue promesse fatte a sé stessi e agli altri, i dipendenti sessuali non riescono a controllare i propri comportamenti, né a gestirne, come vorrebbero, la durata o l’estensione. Nei momenti in cui il desiderio sessuale patologico si manifesta, il dipendente perde il controllo dei propri pensieri e dei propri comportamenti. Nonostante le conseguenze negative che si manifestano nella propria vita, i dipendenti continuano a mettere in atto i comportamenti sessuali dipendenti in modo ripetitivo nel tempo. Nel valutare la presenza o meno di una dipendenza sessuale è inoltre importante non confonderla con la positiva, piacevole e intensa sessualità, oppure con la semplice alta frequenza di rapporti sessuali. Alcune persone vivono degli eccessi sessuali ma sono in grado di controllarli e dir loro di no. I dipendenti sessuali hanno invece perso il controllo sulla loro capacità di scegliere, divenendo quindi incapaci di gestire il proprio comportamento sessuale.
La dipendenza dalla Pornografia
Negli ultimi anni la pornografia è diventata una presenza quotidiana nella vita di molte persone, accessibile in ogni momento e da qualunque dispositivo, e per alcuni rappresenta una forma di curiosità o di esplorazione della sessualità, ma per altri può trasformarsi in una dipendenza silenziosa e difficile da riconoscere, un meccanismo che progressivamente prende spazio nella mente e nelle abitudini. La dipendenza dalla pornografia non è ancora classificata ufficialmente come una diagnosi clinica, ma molti psicologi la considerano una forma di dipendenza comportamentale, simile a quella da gioco d’azzardo o da internet, perché coinvolge gli stessi circuiti cerebrali legati alla ricompensa e al piacere, ogni volta che si guarda un contenuto erotico il cervello rilascia dopamina, la sostanza che produce una sensazione di eccitazione e gratificazione, ma con il tempo il cervello si abitua e richiede stimoli sempre più forti per provare la stessa sensazione, un processo chiamato tolleranza che può portare a un consumo crescente e incontrollato. Quando questo accade la pornografia diventa una via di fuga dalle emozioni, dallo stress o dalla solitudine, e chi ne soffre spesso si ritrova intrappolato in un ciclo fatto di ricerca di piacere, senso di colpa e vergogna, la mente impara ad associare l’eccitazione al mondo virtuale e non più al contatto reale, con il rischio di compromettere le relazioni affettive e la percezione della sessualità. Tra i segnali più comuni ci sono il bisogno di guardare pornografia sempre più spesso, la perdita di tempo in attività legate alla ricerca di contenuti, la difficoltà a smettere anche quando si desidera farlo, e una crescente disconnessione emotiva dal partner o dalla propria vita sociale, tutto ciò può generare ansia, calo dell’autostima, insoddisfazione sessuale e senso di isolamento, creando un circolo vizioso che alimenta ulteriormente la dipendenza. Per uscirne è necessario prima di tutto riconoscere il problema, un passo che richiede coraggio e consapevolezza, poi è utile limitare gli stimoli digitali e trovare strategie per ridurre l’esposizione ai contenuti pornografici, sostituendo il tempo speso davanti allo schermo con attività che producono benessere reale come sport, lettura, meditazione o contatto con la natura, chiedere supporto a un terapeuta può essere fondamentale, perché permette di comprendere le cause profonde del comportamento e di costruire un nuovo equilibrio emotivo. È importante anche imparare a coltivare relazioni autentiche, basate sulla comunicazione e sulla presenza, perché il desiderio umano non è solo fisico ma anche emotivo e relazionale, e riscoprire questa dimensione aiuta a recuperare un rapporto sano con la sessualità e con se stessi. La pornografia di per sé non è necessariamente negativa, può essere una forma di fantasia e curiosità, ma diventa un problema quando sostituisce la realtà e limita la libertà di scegliere, vivere e sentire, e per questo parlarne senza tabù è fondamentale, solo attraverso la conoscenza e la consapevolezza possiamo imparare a gestire il piacere in modo equilibrato e a non lasciarci gestire da esso, perché la libertà non sta nel poter vedere tutto, ma nel saper scegliere ciò che ci fa davvero stare bene.
La dipendenza Affettiva
Esiste una forma di dipendenza, sottile, invisibile e dolorosa che non si vede ma si sente nel profondo ed è la dipendenza affettiva in cui la persona non dipende da una sostanza o da un oggetto ma da un altro essere umano, dal suo affetto dalla sua presenza dal suo amore
La dipendenza affettiva è una condizione in cui una persona vive la relazione come una necessità vitale al punto da non riuscire a stare bene da sola. Il partner diventa un’àncora emotiva l’unica fonte di sicurezza e di valore personale quando la persona amata si allontana anche solo per poco il dipendente affettivo prova un grande senso di vuoto ansia tristezza e paura di essere abbandonato come se vivesse una vera e propria crisi di astinenza emotiva
Chi soffre di dipendenza affettiva tende a restare in relazioni tossiche o infelici anche sapendo che fanno male cerca costantemente rassicurazioni e approvazione dal partner rinuncia ai propri bisogni e desideri pur di non perdere l’altro vive nella paura di essere lasciato e spesso si sente perso quando è solo col tempo questa dinamica porta a perdere la propria autonomia a mettere da parte interessi amicizie e sogni personali per vivere soltanto in funzione dell’altro
Alla base di tutto c’è quasi sempre una bassa autostima e una profonda insicurezza emotiva chi vive questa condizione sente di non meritare amore di non essere abbastanza e cerca fuori di sé quella conferma che non riesce a trovare dentro spesso ci sono esperienze passate di mancanza affettiva o di abbandono che spingono la persona a cercare nell’altro una figura di protezione e sicurezza
Si crea così un circolo vizioso fatto di bisogno appagamento paura di perdere sottomissione e sofferenza il partner diventa il centro del mondo e in questo schema chi dipende rinuncia pian piano alla propria libertà alla propria identità e al diritto di scegliere.
Ma uscire dalla dipendenza affettiva è possibile non significa smettere di amare ma imparare ad amare in modo diverso e più sano è un percorso che parte dalla consapevolezza di sé dal recupero della fiducia e del valore personale dal coraggio di affrontare le ferite del passato magari con l’aiuto di un percorso psicologico e dalla riscoperta della propria indipendenza emotiva
L’amore vero non nasce dal bisogno ma dalla libertà non è paura di perdere ma desiderio di condividere essere liberi emotivamente non significa chiudersi agli altri ma sapere che si può stare bene anche da soli e che il valore di una persona non dipende da quanto viene amata ma da quanto riesce ad amarsi
