Le origini della personalità dipendente: la famiglia deficitaria

Le origini della personalità dipendente: la famiglia deficitaria

Il modo migliore per arrivare a capire il significato di questa situazione caratteristica è analizzare il fatto che in alcuni tipi di famiglia i bisogni emotivi non vengono riconosciuti. Il senso di abbandono e le difficoltà che sopraggiungono in seguito alle separazioni sono legate alla prima esperienza vissuta con la madre o con chi ne ha fatto le veci. Che si tratti di esperienze di rifiuto nel cortile della scuola, di umiliazioni subite da pari, di un ambiente familiare carente, di esperienze reali o temute di abbandono, è chiaro che il bambino è un essere molto vulnerabile e permeabile a diverse ferite. 

Nell’infanzia il bambino fa riferimento a due modelli relazionali: il modello relazionale della coppia genitoriale e il modello relazionale padre/figlio, madre/figlio. Il bambino osserva come i genitori parlano tra di loro, come si relazionano e come esprimono il loro sentimenti, siano essi di gioia o di rabbia. Queste interazioni serviranno al bambino per costruire la sua rappresentazione mentale di quello che sono gli scambi relazionali e costituire così un modello di attaccamento.

Nel secondo modello, invece, il bambino si relaziona direttamente con le sue figure di attaccamento. In base alla discrepanza originata da ciò che il bambino desidera e ciò che realmente ottiene da loro (cure, rabbia, frustrazione, affetto…), egli creerà un modello che lo porterà in seguito a ricercare quelle relazioni affettive che si avvicinano meglio alle sue esperienze passate.

Per esempio, di fronte ad un genitore freddo e non affettivamente disponibile, il bambino potrebbe mantenere il suo equilibrio affettivo cercando di minimizzare un comportamento dipendente verso quel genitore, con tutti gli effetti negativi che può comportare questo tipo di attaccamento. Se questa soluzione può sembrare adattiva in quel momento, non lo sarà in futuro quando il bambino, diventato adulto, si rapporterà con gli altri allo stesso modo. Il suo sviluppo emozionale risulterà deviato, causandogli problemi emotivi e comportamentali, compresa la scelta di partner non disponibili affettivamente.

La dipendenza affettiva deriva da diversi fattori, di cui il principale è un ambiente familiare deficitario. In questo tipo di famiglia, per la maggior parte del tempo, non vi è interazione fra figli e genitori. L’essenziale di ciò che viene trasmesso sono messaggi, verbali e non verbali, negativi. I bambini cresciuti in queste famiglie non acquisiscono un’autonomia affettiva, divengono incapaci di stabilire relazioni interpersonali stimolanti a partire dalle proprie risorse. Da adulti cercheranno l’approvazione e la valorizzazione per fondare la stima di sé, ambiranno a legami affettivi con persone che le ammireranno e gli permetteranno di svelare qualità proprie e risorse nascoste. I

I bambini, i cui bisogni d’amore rimangono non riconosciuti, possono adattarsi imparando a limitare le loro aspettative. Questo processo di limitazione può portare al formarsi di pensieri del tipo: “i miei bisogni non contano” o “non sono degno di essere amato”. Da adulti gli intossicati d’amore dipendono dagli altri per quanto concerne la cura di se stessi e la soluzione dei loro problemi, temono di essere respinti, rifuggono il dolore, non hanno fiducia nelle loro abilità e si giudicano persone non degne d’amore.

Ricerche condotte sul rapporto tra attaccamento infantile, adulto e dipendenza rilevano la provenienza dei soggetti dipendenti da famiglie con figure parentali iperprotettive o autoritarie il cui clima interno, carico di ansia, trasmette un messaggio di pericolosità e di perdita affettiva al bambino riguardo l’autonomia e l’esplorazione del mondo.

Bibliografia

Guerreschi C., La dipendenza affettiva. Ma si può anche morire d’amore? Franco Angeli, Milano, 2011

Norwood R., Donne che amano troppo, Feltrinelli, Milano 1995

Piètro D., La dipendenza affettiva: come riconoscerla e liberarsene, Ed Paoline, Milano, 2005

Poudat F-X., La dipendenza amorosa: quando l’amore e il sesso diventano una droga, Castelvecchi, Roma, 2005

Immagine: Bad family by Eumni Park

Dr. Stefano Angelini

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