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Chi è la persona con dipendenza affettiva?

Chi è la persona con dipendenza affettiva?

La persona con dipendenza affettiva presenta una scarsa autostima e fiducia in se stessa. Convinta di non meritare di essere amata, vive costantemente nella paura di non piacere, teme la solitudine, accetta di fare qualunque cosa per l’altro anche se questa va contro i suoi valori. Un complesso di inferiorità che induce la persona ad asservirsi e, talvolta, a tollerare l’intollerabile per conservare quel poco d’amore che è riuscita a strappare. Giacché fa fatica a porre dei limiti, nutre una paura viscerale di essere abbandonata.

La sua libertà viene delegata a qualcun altro. Si mette sotto la tutela di questo il quale acquisisce un forte potere. Troppo occupata a ricercare fuori di sé ciò che crede di non trovare dentro, la persona si interessa poco a se stessa fino a negare la propria identità ponendo la responsabilità della propria vita nelle mani di terzi rendendolo spettatore della propria esistenza.

La caratteristica prevalente di queste persone sembra essere una costante sfiducia in se stessi ed una percezione di una enorme insicurezza personale e sociale. L’individuo con personalità dipendente permette passivamente che gli altri dirigano quasi completamente la sua vita e non avanza richieste per timore di compromettere queste relazioni considerate probabilmente protettive, delle vere e proprie ancore di salvezza.

Appare un quadro di estrema dipendenza generalizzata che si manifesta inoltre con una difficoltà a prendere delle decisioni importanti; è tipica la richiesta di continue ed eccessive rassicurazioni a persone significative per il soggetto. Tale caratteristica non rende il soggetto dipendente in grado di prendersi cura di se stesso senza che sia qualcun altro a farlo.

Gli individui con personalità dipendente si considerano inadeguati ed indifesi e, pertanto, si potrebbero percepire come incapaci di affrontare il mondo e la vita con le proprie forze. Ricercano in genere relazioni strette soprattutto con qualcuno che sembra in grado di affrontare la vita, che li protegga e che si prenda cura di loro. Cedono, in altri termini, le proprie responsabilità in cambio di cure.

Pur di compiacere l’altro significativo ed evitare il conflitto evita ogni ogni forma di controversia. Nel caso in cui la relazione dipendente finisse potrebbe esserci una sorta di sentimento di disgregazione con tendenza alla depressione e, l’unica alternativa, sembrerebbe essere trovare quasi immediatamente una sorta di rimpiazzo, una figura nuova con cui ristabilire un legame appunto dipendente.

Così come per le altre dipendenze la persona spesso è consapevole di non potere fare a meno dell’altro a tal punto che senza di lui sarebbe perso. La frustrazione presente è alta, così come la consapevolezza di non essere in grado di farcela da soli, di distaccarsi dall’altro dal quale ci si sente imprigionati o spesso schiavi.

Nel cercare affetto, comprensione e approvazione e molti altri bisogni comuni queste persone tendono a gettarsi tra le braccia di chi si rende disponibile in modo indiscriminato. Questo particolare processo getta spesso nell’ansia (se non nel panico) nel momento in cui una persona con dipendenza si ritrova con dei bisogni molto importanti senza nessuno che possa soddisfarli.

In una relazione molto importante la persona dipendente fa di tutto per “conservare” con la massima cura la relazione, temendo che se perdesse qualcuno che soddisfa i propri bisogni potrebbe perdere tutte le possibilità di essere accudita. Alla domanda “accetto la relazione così com’è o perdo tutto? (rischiando di rimanere da solo) la persona risponderebbe con la prima opzione ritenendola come l’alternativa migliore.

essere dipendente

essere amati

essere accuditi

essere indipendente

essere abbandonati

rimanere da soli

Bibliografia

Deetjens M.C., Dire basta alla dipedenza affettiva. Imparare a credere in se stessi. Ed. Il Punto d’Incontro, Vicenza, 2006

Guerreschi C., La dipendenza affettiva. Ma si può anche morire d’amore? Franco Angeli, Milano, 2011

 

Immagine di Angela Trimble (particolare)

Dr. Stefano Angelini

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