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Category Archive Disfunzioni Sessuali Maschili

Comprendere e superare l’Eiaculazione Precoce

Probabilmente l’eiaculazione precoce è il disturbo sessuale più frequente tra gli uomini.

La disfunzione erettile

La disfunzione erettile è definita come la l’incapacità a raggiungere e/o mantenere un’erezione sufficiente che consenta un’attività sessuale soddisfacente. La difficoltà si manifesta in maniera variabile non solo da individuo a individuo, ma in momenti diversi nella stessa persona. L’erezione può essere completa o quasi e scomparire prima del rapporto, oppure diventare tanto debole da permettere l’introduzione del pene in vagina solo con l’aiuto delle mani, qualche volta può durare più a lungo e scomparire durante i movimenti coitali prima che la persona raggiunga l’orgasmo; per altri uomini, invece, il pene rimane semirigido per tutto il tempo dei preliminari, così che la penetrazione non può nemmeno essere tentata.

Quello che le donne non dicono. Ovvero la donna ed i problemi di erezione del partner

Quante donne possono raccontare di essersi trovate di fronte ad una disfunzione erettile del proprio partner? Probabilmente molte e diversi saranno stati i loro vissuti. Quando insorge una difficoltà erettiva, indipendentemente che sia di natura psicologica o organica, le reazioni e le emozioni che investono una donna possono essere di diverso tipo. Andiamole a scoprire.

il timore di esserne la causa: quando insorge una difficoltà erettiva nella coppia il disagio emotivo che ne deriva è vissuto anche dalla donna, spesso in modo così profondo da poter compromettere la propria autostima. Il timore di una femminilità diminuita, di essere poco interessante agli occhi del proprio uomo sono le paure che più tipicamente emergono. Ad esse potranno seguire timori di essere tradita o, peggio ancora, abbandonata. In altri casi la donna può vivere rabbia e frustrazione per l’impossibilità all’incontro sessuale e attribuisce ogni responsabilità al partner aspettandosi che lui affronti quanto prima il problema.

– La consapevolezza di una difficoltà dell’uomo è tipica di quelle donne che hanno un buon rapporto con la propria sessualità e riconoscono un episodio di difficoltà nell’uomo come il segnale di un disagio emotivo o relazionale in lui. È il caso dei primi rapporti, quelli che avvengono all’inizio della relazione e che possono essere vissuti dall’uomo come una prova da sostenere per essere accettati e scelti.

– Il dubbio sulla compatibilità e intesa sessuale tra due persone che si sono conosciute da poco e che, anche attraverso l’intimità cercano di comprendere se si è fatti per l’altro e viceversa. Siamo disponibili ad accettare l’idea che non sia possibile essere compatibili con chiunque ma quando capita di “non trovarsi” a letto la frustrazione è tanto più forte quanto più siamo interessati all’altro. In queste situazioni la donna non attribuisce a sé né al partner la responsabilità del problema ma alla fatalità o ad un disegno del destino. Alcune volte può affidarsi a questo segno ed abbandonare la relazione. Altre volte, fortemente interessata al partner, dimostra comprensione e disponibilità a metterlo a proprio agio confidando che, nel tempo, la coppia raggiunga una buona intesa sessuale.

– La liberazione dal dover assecondare una esperienza non desiderata non è un vissuto molto frequente ma esistono relazioni all’interno delle quali la donna, per scarso interesse sessuale, per insoddisfazione, per difficoltà nei confronti del sesso, per perdita del desiderio dovuta a diversi motivi vive il venire meno della sessualità come un modo per uscire da una dinamica di oppressione o, quantomeno, di aspettativa e richiesta da parte del partner. L’emergere di una disfunzione erettile solleva dal dover fingere il classico mal di testa o rimandare per stanchezza, impegni o scarsa voglia. In queste relazioni l’aspettativa della donna è rivolta ad una relazione di serena convivenza dove la fisicità non è più necessaria se non relegata ai gesti affettivi quali l’abbraccio o le coccole.

– La diminuzione del controllo di un partner infedele può essere favorita dall’emergere di un problema erettivo dal momento che non potendo più avere rapporti sessuali, almeno finché non ha iniziato un trattamento, eviterà di rivolgere le proprie attenzioni sessuali ad altre donne. In questa situazione la donna vive il problema come una soluzione alla crisi relazionale: la malattia dell’altro potrebbe favorire il ritorno alle attenzioni verso di lei, quelle attenzioni che riceveva e che, nel tempo, sono state dirottate altrove. Oltre a ciò, la DE può rappresentare un fattore protettivo verso una possibile separazione visto che un uomo con questo problema difficilmente si proporrebbe ad un’altra donna.

Le conseguenze sulla coppia

In questa fase la sessualità subisce delle modificazioni che potranno influire sulla qualità generale della relazione. Il timore di incorrere in un episodio fallimentare porterà entrambi i partner a vivere la sessualità come una situazione deludente e frustrante con la conseguente diminuzione della motivazione all’incontro intimo. Questo atteggiamento va anche nella direzione della salvaguardia della propria identità e autostima sessuale.

L’iniziativa sessuale, di conseguenza, vedrà una diminuzione così come la frequenza degli incontri e con essi anche tutte quelle occasioni che favorivano, che rappresentavano l’antipasto dell’erotismo come fare la doccia insieme, svestirsi di fronte all’altro o girare semplicemente nudi per casa.

Anche l’abbraccio e la vicinanza fisica a scopo affettivo possono essere vissuti come minacciosi e di conseguenza limitati per il timore di mettere l’uomo a disagio. Il letto, luogo dell’incontro amoroso per eccellenza, viene vissuto come lo spazio del possibile fallimento e quindi evitato nei momenti che prima venivano condivisi e cercati. La donna si attarda in bagno e raggiunge l’uomo a letto dopo che si è addormentato. L’uomo attende alla tv che la donna vada a letto e la raggiunge quando pensa si sia addormentata.

Anche la comunicazione erotica tra i partner e con i conoscenti subisce dei cambiamenti. Le battute sul sesso ed i discorsi sull’erotismo vengono evitati perché rimandano alla propria situazione di insoddisfazione, incertezza e tristezza.

Quando la sessualità non è completamente compromessa è presente un alto livello di sorveglianza circa ciò che si realizza. La donna, ma anche l’uomo, sarà concentrata sul pene chiedendosi se avrà un’erezione e se questa si manterrà. Questa preoccupazione influirà sull’esperienza comportando una difficoltà all’eccitamento con diminuzione della lubrificazione e del piacere ed una possibile difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

Inutile dire che sarà la qualità della relazione oltre alle capacità personali a influire sulle sorti del problema insorto. Le coppie che potranno fare affidamento su una buona intesa sessuale precedente all’insorgenza del problema ed a una buona qualità della comunicazione affronteranno il disagio in tempi brevi e insieme. Altre metteranno in atto modalità in linea con la tipologia della relazione sentimentale e sessuale.

Come la donna può aiutare l’uomo a superare il problema

Come è logico prevedere se la difficoltà dell’erezione insorge all’interno di una coppia con una buona qualità della vita sessuale gli effetti emotivi saranno comunque visibili ma la coppia non abbandonerà la sessualità. Ciò che ci aspettiamo, infatti, è che una coppia che annovera il gioco erotico attraverso i preliminari piuttosto che soltanto la penetrazione, non abbandona l’attività sessuale ma la ridimensiona nel periodo degli accertamenti clinici. Lo stesso dicasi per la presenza di un clima sessuale collaborativo, con complicità e reciprocità. La DE, infatti, può rappresentare una brusca frenata nel percorso verso il piacere ma momentanea perché la motivazione di entrambi a ritrovare quanto prima l’erotismo come spazio di piacere condiviso li spingerà a chiedere aiuto quanto prima.

Il contributo della donna è fondamentale sia in questi casi, diciamo così, più fortunati, che nelle situazioni che accadono più spesso. È importante che la donna non si chiuda in una dimensione di isolamento spinta dalla rabbia per l’accaduto o per il senso di impotenza o vissuti di colpa.

Colpevolizzare sé stesse attribuendo al proprio corpo non più attraente o alla propria diminuita capacità eccitatoria complica sicuramente la possibilità di una evoluzione positiva. Alla donna si chiede quindi lo sforzo di andare oltre la propria paura di essere causa così da incoraggiare il partner ad affrontare la situazione per il benessere di entrambi.

Molto spesso accade che sia proprio la donna a spingere l’uomo ad affrontare un problema che tanto lo tocca ma altrettanto lo imbarazza al punto da portarlo a rimandare continuamente il primo contatto con un professionista oppure sottovalutare il problema rassicurando la partner circa una naturale risoluzione che difficilmente si realizzerà.

Le modalità che la donna utilizza possono variare da una semplice domanda sulle spiegazioni che l’uomo attribuisce all’accaduto al comunicare la propria preoccupazione verso uno stato di salute che sarebbe bene approfondire, dall’evidenziare l’importanza per la coppia di una sessualità soddisfacente a quella che chiamo la strategia dell’out out, non così rara nella mia esperienza e che consiste nel mettere il partner alle strette dopo innumerevoli richieste di prendere un appuntamento con un professionista: “O fai qualcosa o ti lascio”.

L’apporto della donna è fondamentale anche nella fase diagnostica e terapeutica. La sua presenza durante le visite mediche ed i colloqui psico-sessuologici, quando l’uomo è favorevole, può permettere al professionista di comprendere meglio la storia sessuale all’interno della quale il disturbo si inserisce, le eventuali motivazioni psicologiche e relazionali alla base del disagio sessuale, far emergere un possibile conflitto di coppia in atto, favorire l’aderenza dell’uomo alla terapia e partecipare attivamente al processo terapeutico con le proprie risorse personali di donna e partner.

In ogni caso è fondamentale valutare le aspettative terapeutiche della donna in modo che non venga proposta una terapia che lei non riconosce e che quindi non sosterrà con la conseguenza di lasciare l’uomo da solo durante il percorso. Ciò influirebbe negativamente sulla fiducia verso la propria partner oltre a modificare l’aspettativa di collaborazione e aiuto tipici di una coppia che si ama ed è disponibile ad affrontare la vita, nel bene e nel male, insieme.

Imamgine: Romantic Couple by Aditi Mitra

Uso di cannabis e problemi di erezione

La disfunzione erettile (DE) è il disturbo sessuale maschile più comune ed esistono meccanismi plausibili che collegano l’uso della cannabis alla DE. I dati emersi da diversi studi suggeriscono che la DE sia il doppio nelle persone che usano cannabis rispetto a chi non la usa. 

Si evidenzia cioè una maggiore prevalenza di DE nei consumatori di cannabis (oltre i due terzi) con un rapporto di probabilità quattro volte maggiore di DE nei consumatori di cannabis rispetto a chi non ne fa uso. Questi risultati sono stati caratterizzati da un’elevata eterogeneità suggerendo che esistono alcune differenze nell’associazione tra uso di cannabis ed DE.

Considerando che le cause della disfunzione erettile possono essere psicologiche, organiche o più comunemente un mix di entrambe, diverse ipotesi possono spiegare questo risultato. Uno dei possibili meccanismi è attribuito al sistema endocannabinoide attraverso il legame dei recettori nel nucleo paraventricolare dell’ipotalamo che regola la funzione erettile e il comportamento sessuale dei maschi.

Questo meccanismo potrebbe anche spiegare perché la cannabis può migliorare la funzione sessuale in alcuni pazienti affetti da condizioni o sintomi come depressione, disturbo d’ansia e dolore.

L’uso di cannabis è associato a un’attività sessuale precoce e più frequente, con partner sessuali multipli e occasionali, un uso contraccettivo non adeguato e diagnosi di infezioni sessualmente trasmissibili.

Ad oggi non sono molti gli studi che hanno analizzato la relazione ma considerando l’elevata prevalenza del consumo di cannabis e i potenziali effetti dannosi sulla salute sessuale e generale degli uomini, è necessario aumentare e migliorare le conoscenze su questo argomento.

Bibliografia:

Pizzol D, Demurtas J, Stubbs B, Soysal P, Mason C, Isik AT, Solmi M, Smith L, Veronese N. Relationship Between Cannabis Use and Erectile Dysfunction: A Systematic Review and Meta-Analysis. Am J Mens Health. 2019 Nov-Dec;13(6

Uso di cannabis e sessualità femminile

Entrambi i cannabinoidi esogeni come il tetraidrocannabinolo (THC) e i cannabinoidi endogeni (endocannabinoidi) hanno dimostrato di influenzare le vie delle gonadotropine femminili e la sessualità femminile. Tuttavia la comprensione dei meccanismi e degli effetti sulla funzione sessuale femminile è limitata.

Non esiste una ricerca approfondita sugli effetti della marijuana sulla funzione sessuale a causa dell’illegalità della droga. In questo articolo si riporta una sintesi degli studi fino ad oggi pubblicati che valutano gli effetti dei cannabinoidi sulla funzione sessuale femminile. 

Alcuni di questi sono stati pubblicati per supportare l’ipotesi che la funzione sessuale femminile è migliorata quando le donne usano marijuana a dosi moderate.

Diversi studi hanno valutato gli effetti della marijuana sul desiderio sessuale e sembra che i cambiamenti nel desiderio possano dipendere dalla dose. Gli studi sostengono che dosi più basse migliorano il desiderio, ma dosi più elevate riducono il desiderio o non influenzano affatto il desiderio. 

Nel valutare il piacere sessuale, la maggior parte degli studi mostra che la marijuana ha un effetto positivo. L’uso della marijuana nel sesso è stato anche associato al prolungamento dell’orgasmo o al miglioramento della qualità dell’orgasmo

Non si esclude un  miglioramento della lubrificazione vaginale, con un effetto sul flusso sanguigno vaginale.

Bibliografia

Lynn BK, Lopez JD, Miller C, et al. The relationship between marijuana use prior to sex and sexual function in women. Sex Med 2020;7:192-197.

 

Immagine: Woman Smoking Marjiuana

Dieta alimentare e salute sessuale maschile

E’ sempre più evidente l’impatto delle diverse diete sulle malattie croniche. E’ in corso oggi un crescente interesse volto a stabilire l’associazione tra le varie diete, la salute e la disfunzione sessuale negli uomini. Quali sono i possibili ruoli che le diete e gli schemi dietetici svolgono nelle disfunzioni sessuali con particolare attenzione alla disfunzione erettile? Un disturbo sessuale che colpisce principalmente gli uomini in età avanzata.

L’obesità negli adulti è aumentata in proporzioni epidemiche negli ultimi decenni e si riscontra una associazione tra questa e una moltitudine di rischi per la salute tra cui l’aumento della mortalità, delle malattie cardiovascolari, del diabete mellito di tipo 2 e di alcuni tumori.

Gli uomini con diagnosi di sindrome metabolica hanno un aumento dei rischi di malattie cardiovascolari, diabete mellito di tipo 2 e mortalità per qualsiasi causa. I cambiamenti dello stile di vita tra cui diete sane e aumento dell’attività fisica sono il pilastro nella prevenzione e nella gestione dell’obesità e della sindrome metabolica.

Poiché esistono prove crescenti a sostegno dell’associazione di obesità e sindrome metabolica con la funzione sessuale maschile come l’ipogonadismo, l’infertilità e la disfunzione erettile, si può asserire con una certa probabilità che i fattori dietetici giochino un ruolo nella funzione sessuale maschile.

DIETE POPOLARI

Dieta occidentale

Una dieta occidentale è generalmente ricca di carni rosse e trasformate, latticini, cereali raffinati, dolci trasformati e artificiali, sale, un consumo minimo di frutta, verdura, pesce e cereali integrali. La dieta occidentale, a causa della sua natura prevalentemente trasformata, è sempre più economica e relativamente facile da reperire a causa dell’industrializzazione e della globalizzazione.

Ci sono sempre più prove che convalidano i danni alla salute della dieta occidentale. L’adesione a una dieta occidentale è stata associata ad un aumento dei rischi di mortalità totale e di malattie multiple tra cui malattie cardiovascolari, obesità, sindrome metabolica, ictus, malattie renali croniche, del colon e della prostata.

Dieta mediterranea

La dieta tipica mediterranea comprende pesce, grassi monoinsaturi dell’olio d’oliva, frutta, verdura, noci, legumi e cereali integrali. Questa dieta ha guadagnato popolarità negli ultimi decenni grazie ai crescenti benefici per la salute dimostrati in diversi studi.

In particolare si evidenzia che l’adesione a questa dieta riduce i rischi di morbilità generale e mortalità per malattia coronarica e ictus, ma anche una minore incidenza di importanti eventi cardiovascolari oltre una minore incidenza di diabete mellito di tipo 2 e di sindrome metabolica.

Inoltre, si evidenzia una minore incidenza globale di cancro, malattie neurodegenerative e diabete. La dieta mediterranea presenta quindi molti vantaggi e non si conoscono, ad oggi, eventuali rischi per la salute legati alla sua adozione.

Dieta Paleolitica

Sebbene la dieta paleolitica, nota anche come dieta Paleo, sia la dieta umana ancestrale dei cacciatori-raccoglitori prima della rivoluzione agricola dell’era moderna, è stata recentemente ripresa grazie a studi che riportano benefici per la salute alla sua adozione.

La dieta consiste nell’assunzione di carni magre, cibi a base vegetale, frutta, noci e verdure e un consumo limitato di latticini, cereali, zucchero e sale. Il suo utilizzo favorisce la riduzione del rischio nella mortalità specifica per tutte le cause e per le malattie cardiovascolari, sindrome metabolica e  adenomi colorettali.

Come per la dieta mediterranea, i benefici per la salute sono chiari con la dieta Paleo, e non si conoscono rischi per la salute ad ad essa associati.

Diete vegetariane e vegane

La dieta vegetariana è caratterizzata dall’assenza di prodotti di origine animale, in particolare carne rossa, con conseguente riduzione del consumo di grassi saturi e colesterolo.

La dieta vegetariana può anche essere sottocategorizzata in pesco-vegetariano (assenza di tutti i prodotti animali eccetto i pesci), latto-ovo-vegetariano (assenza di tutti i prodotti animali tranne uova e latticini), ovo-vegetariano (assenza di tutti i prodotti animali tranne le uova) e vegano (assenza di tutti i prodotti di origine animale).

Una moltitudine di benefici per la salute derivano dal consumo di una dieta vegetariana. La letteratura, descrive una minore mortalità per cardiopatia ischemica e una minore incidenza globale di cancro nei vegetariani rispetto ai non vegetariani.

Studi che hanno esaminato l’effetto della carne rossa, o trasformata, sugli esiti sanitari hanno dimostrato un aumento del rischio di mortalità totale, mortalità per malattie cardiovascolari, mortalità per cancro, diabete mellito di tipo 2 e carcinoma esofageo, gastrico, del colon-retto, della prostata e della vescica.

Poiché i vegetariani evitano il consumo di carne rossa o trasformata, la dieta vegetariana presumibilmente diminuisce i rischi per la salute associati alla carne rossa.

Vegetariani e vegani possono sviluppare carenze di proteine e vitamine (calcio, B12, ferro, acidi grassi u-3), che possono essere prevenute con un attento monitoraggio della loro dieta e integrazione.

Tabella 1

dieta

benefici

rischi

Occidentale

Relativamente conveniente e facile da ottenere Aumenta il rischio di mortalità totale, malattie cardiovascolari, obesità, sindrome metabolica, ictus, malattie renali croniche e carcinoma mammario, del colon e della prostata

Mediterranea

Riduzione del rischio di: mortalità generale, malattie cardiovascolari e coronariche, incidenza globale di cancro, malattie neurodegenerative, diabete e sindrome metabolica Sconosciuti

Paleolitica

(Paleo)

Riduce il rischio di mortalità per tutte le cause e per le cause specifiche di malattie cardiovascolari, sindrome metabolica e adenomi colorettali Sconosciuti

Vegetariana e vegana

Abbassa il rischio di cardiopatia ischemica, diabete e la mortalità per cancro generale, alla mammella, carcinoma esofageo, gastrico, colorettale, prostatico e vescicale Potenziali carenze di proteine e vitamine (calcio, B12, ferro e acidi grassi

 

DIETA E SALUTE DEGLI UOMINI

Dieta e disfunzione erettile

Gli individui con rischi cardiovascolari hanno una maggiore prevalenza di disfunzione erettile e la fisiopatologia di questo problema sembra condividere percorsi con la malattia aterosclerotica.

La dieta ha dimostrato di avere un ruolo importante nella riduzione del rischio di malattie cardiache, quindi è ragionevole presumere che la dieta possa avere un ruolo nella disfunzione erettile.

La relazione tra dieta e disfunzione erettile è stata esaminata in diversi studi i quali hanno associato una maggiore adozione alla dieta mediterranea o ai componenti di una dieta mediterranea (frutta, verdura, noci, e grassi monoinsaturi) a una prevalenza inferiore di disfunzione erettile.

La letteratura attuale suggerisce che la dieta mediterranea migliora la disfunzione erettile a breve termine e riduce il deterioramento della funzione erettile a lungo termine.

Inoltre, la perdita di peso negli uomini in sovrappeso o obesi attraverso cambiamenti nello stile di vita, comprese le diete ipocaloriche, sembra migliorare la loro funzione erettile.

In conclusione gli studi internazionali sembrano dimostrare che gli uomini con stili di vita più sani possono avere un migliore mantenimento della funzione erettile.

Bibliografia

La J., Roberts NH., Yafi FA., Diet and Men’s Sexual Health. Sex Med Rev 2018; 6: 54-68.

Immagine: Cabbage Soup Diet by Lina Scarfi

L’ansia da prestazione sessuale

Se ne parla tanto ma cosa si intende per ansia da prestazione sessuale? Proverò a definirla facendomi aiutare da una metafora. Immaginate di avere due amici che ogni tanto vi invitano a cena. Il primo, voi pensate, quando vi invita si aspetta che voi mangiate tutto: antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, frutta, caffè e ammazza caffè. Il secondo, voi pensate, vi lascia liberi di mangiare quello che desiderate. Con chi uscireste più spesso? Non è difficile immaginare che la scelta più ovvia sia propendere per il secondo amico, quello che pensate vi lasci liberi di scegliere ciò che più desiderate, ciò che sentite di poter mangiare secondo la vostra fame ed il vostro gusto del momento.

La dipendenza sessuale

Possiamo definire la dipendenza sessuale come una relazione distorta con il sesso attraverso la quale la persona ricerca il piacere, dà senso alla vita, allevia lo stress, fugge dai sentimenti negativi o dolorosi, dalle relazioni intime che non è capace di gestire. Questa relazione diviene il bisogno fondamentale rispetto al quale tutto il resto viene sacrificato, comprese le persone che vengono considerate solamente come oggetti da usare. I dipendenti sessuali hanno perso il controllo sulla loro capacità di dire no, sulla loro abilità di scegliere. Il loro comportamento sessuale diviene parte di un ciclo di pensieri, sentimenti ed azioni che non sono più in grado di controllare.

Disturbi del desiderio

I disturbi del desiderio si presentano sotto una vasta gamma di variabilità. Possono riguardare un temporaneo, e per questo non sempre preoccupante, calo dell’interesse verso la sessualità successivamente ad un lutto, nel corso di periodi particolarmente stressanti sotto il profilo lavorativo, in occasione di impegni gravosi o esami che portano la persona a mettere in secondo piano la sessualità o nel corso di una discordia di coppia.  In questi casi non si può parlare di un vero e proprio disturbo sessuale a meno che lo scarso o nullo interesse verso la sessualità non persista nel tempo e rischi di compromettere l’eventuale relazione in atto o la possibilità di costruirne una. Tale calo del desiderio può, inoltre, essere causato da fattori organici o dall’uso di farmaci.

Eiaculazione ritardata o assente

L’eiaculazione ritardata consiste nell’incapacità della persona ad abbandonarsi al riflesso liberatorio dell’orgasmo. Esistono variazioni del quadro clinico per cui esistono casi in cui non è mai stato possibile raggiungere l’orgasmo magari anche in presenza di polluzioni notturne accanto ad altri la cui incapacità si manifesta solo al momento di eiaculare in vagina. La maggior parte dei pazienti presenta un comportamento che è compreso tra questi due estremi: sono capaci di rispondere adeguatamente all’autostimolazione in privato ma diventano completamente inibiti di fronte ad una donna.

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